Gravidanza Fisiologica

Il numero delle visite offerte alle donne in gravidanza non deve essere inferiore a quattro.
La prima visita dovrebbe avvenire massimo entro la 10ª settimana.

Obiettivi della prima visita in gravidanza sono:

  • valutare il RISCHIO della gravidanza attraverso un'accurata anamnesi (familiare, sociale, patologica prossima, remota ed ostetrica, stile di vita, attività lavorativa, dieta, fumo, farmaci) al fine di personalizzare del profilo assistenziale.

Il fumo in gravidanza comporta rischi per la salute feto-neonatale (come la maggiore probabilità di partorire un bambino di basso peso alla nascita e la maggiore probabilità di parto pretermine)

  • offrire informazioni sui servizi disponibili per l’assistenza e il sostegno alla donna, compresi i corsi di accompagnamento alla nascita;
  • identificare le donne che potrebbero avere bisogno di un’assistenza intensiva e pianificare il loro percorso;
  • misurare l’indice di massa corporea, rilevare la pressione arteriosa e ricercare una eventuale proteinuria;
  • offrire lo screening per emoglobinopatie, status Rh(D), anemia, anticorpi antieritrociti, HIV, rosolia, sifilide, toxoplasmosi;
  • offrire lo screening per Chlamydia trachomatis, HCV, gonorrea in presenza di  fattori di rischio;
  • offrire lo screening per la batteriuria asintomatica;
  • offrire informazioni sulle possibilità di screening e di diagnosi prenatale della sindrome di Down;
  • offrire l’indagine ecografica per la determinazione dell’epoca gestazionale;
  • percorso diagnostico per screening patologie cromosomiche, attraverso:
    – test sierici combinati con traslucenza nucale da 11+0 settimane a 13+6 settimane;
  • offrire l’indagine ecografica per le anomalie fetali strutturali, da effettuarsi eventualmente fra 19+0 e 21+0 settimane di età gestazionale;
  • esami ematologici da eseguire  prima di 10 settimane (emogruppo, status Rh(D), screening emoglobinopatie, anemia, anticorpi anti eritrociti, HIV, rosolia, sifilide, toxoplasmosi) e gli altri esami limitatamente ai gruppi a rischio;
  • analisi delle urine (proteinuria e urinocoltura per ricerca della batteriuria asintomatica);
    – l’attività fisica moderata in gravidanza non è associata a eventi avversi.
    – avere rapporti sessuali nel corso della gravidanza non è associato a eventi avversi.

Il secondo trimestre (da 13+0 settimane a 27+6 settimane)

Gli obiettivi sono:

  • identificare le donne che necessitano di assistenza diversa da quella appropriata per la gravidanza fisiologica e verificare i livelli di emoglobina;
  • rilevare la pressione arteriosa;
  • offrire, alle donne che hanno un rischio per diabete gestazionale un test da carico di glucosio (OGTT) a 16-18 settimane di età gestazionale, e un ulteriore OGTT a 28 settimane di età gestazionale;
  • offrire, alle donne con uno dei fattori di rischio identificati, un OGTT (75 g) a 24-28 settimane di età gestazionale per le donne sieronegative, ripetere il test per la toxoplasmosi e rosolia;
  • in caso non sia stato già discusso nel primo trimestre, offrire informazioni sull’indagine ecografica per la diagnosi di anomalie strutturali fetali (ECOGRAFIA MORFOLOGICA) 19+0 e 21+0 settimane;
  • valutare eventuali problemi di inserzione placentare.

Il terzo trimestre (da 28+0 settimane al termine)

Le visite in questo periodo hanno l’obiettivo di:

  • esaminare e discutere con la donna i risultati degli esami eseguiti;
  • identificare le donne che necessitano di assistenza diversa da quella appropriata per la gravidanza fisiologica;
  • verificare i livelli di emoglobina;
  • offrire a 28 settimane la profilassi anti-D di routine alle donne Rh(D) negative;
  • rilevare la pressione arteriosa;
  • offrire lo screening per HBV, HIV, toxoplasmosi, sifilide, streptococco beta emolitico;
  • offrire informazioni e opportunità di discussione degli argomenti giudicati rilevanti dalla donna.

La donna deve essere informata dell’offerta di corsi di accompagnamento alla nascita presenti sul territorio
Alle donne nelle quali un precedente esame ha rilevato una placenta che ricopre in tutto o in parte l’orifizio uterino interno deve essere offerta un’ecografia a 32 settimane.

A 34 settimane la o il professionista deve offrire alla donna informazioni e l’opportunità di discutere della preparazione al travaglio e alla nascita, includendo informazioni sulla pianificazione del parto, su come riconoscere il travaglio e come affrontare il dolore. 

A 36 settimane deve essere verificata la presentazione del fetale.

Questo è anche il periodo in cui devono essere offerte informazioni sull’allattamento al seno, le cure del neonato, i test di screening per il neonato.

A 40 settimane la o il professionista deve offrire alla donna informazioni sulla gestione della gravidanza fino a 41 settimane e oltre il termine.

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